Aggiungi un Posto a Tavola – Sabato 21 e Domenica 22 Maggio

Aggiungi un posto a tavola debuttò al Sistina l’8 dicembre 1974 e fu il primo spettacolo a restare nel cartellone del teatro romano per sei mesi consecutivi, un’intera stagione. Scritta da Garinei e Giovannini, con la collaborazione di Iaia Fiastri per i testi e le musiche di Armando Trovajoli, è anche l’ultima commedia musicale della coppia, che si sarebbe sciolta nel 1977 per la morte di Giovannini, nonché uno dei loro maggiori successi di critica e di pubblico, in Italia e all’estero. Conta finora ben sei edizioni, l’ultima delle quali messa in scena nel 2014 per celebrare i 40 anni dell’opera.

Il protagonista della storia è don Silvestro, il giovane parroco di un paesino di montagna “che sta qui, lì, dovunque piaccia a chi sta ascoltando”, di cui Clementina, figlia del sindaco Crispino e di sua moglie Ortensia, è innamorata ingenuamente e senza speranze. Una sera la tranquilla esistenza del sacerdote è sconvolta da una telefonata di Dio in persona, che gli annuncia di aver deciso il secondo diluvio universale, dal quale si salverà solo la gente del suo paese su un’arca da costruire entro tre giorni.

Alla notizia, i compaesani di don Silvestro reagiscono con comprensibile scetticismo, ma alla fine si convincono dopo aver sentito le campane suonare miracolosamente da sole e si dedicano con entusiasmo alla costruzione dell’arca. Solo Crispino “ateo quant’è vero Iddio”, cerca di contrastare in ogni modo il progetto e, pur costretto a nascondersi dentro la statua del santo patrono per sfuggire alle ire della gente, avvisa le forze dell’ordine per bloccare il parroco, che egli considera un irresponsabile pazzo.

Ma anche un altro ostacolo si frappone alla costruzione dell’arca: giunge in paese Consolazione, una giovane e avvenente forestiera che esercita la stessa professione di Maria Maddalena e rischia di distrarre tutti gli uomini dalla costruzione dell’arca, nonché dai doveri coniugali. È Dio stesso che risolve il problema donando la virilità a Toto, uomo forte e generoso ma impotente e ignaro, nella sua semplicità, di cosa sia il sesso. Toto e Consolazione trascorrono un’appassionata notte d’amore e decidono di sposarsi, così da consentire alla donna di entrare a far parte della comunità e salvarsi anche lei sull’arca.

Proprio quando l’arca è terminata e la gente si accinge a salirvi giunge, inaspettato, il Cardinale Consalvo, che convince tutti che il diluvio è un invenzione di don Silvestro e ne provoca l’abbandono da parte della sua gente. Scoppiato il diluvio don Silvestro, rimasto solo sull’arca con Clementina, vede i suoi compaesani in procinto di affogare e, nonostante Dio gli ordini di salpare e abbandonarli, scende dall’imbarcazione per condividere la loro sorte.

Colpito da questo grande gesto di amore, Dio si convincerà a concedere un’altra possibilità al genere umano: farà ritirare le acque e, come segno di riconciliazione, si unirà alla gente del paese in festa per lo scampato pericolo.