La zia di Carlo

La zia di Carlo è una commedia brillante scritta dall’autore inglese Brandon Thomas nel 1892 e ambientata nello stesso anno.

Carlo Wykeham e Giacomo Chesney sono studenti presso l’Università di Oxford.

zia di carlo

nullEssi hanno bisogno di una chaperon (all’epoca, una persona che accompagnava giovani donne non sposate per motivi di opportunità sociale) in modo da potersi intrattenere con le ragazze di cui sono innamorate, Amy Spettigue e Kitty Verdun, rispettivamente nipote e pupilla di Stefano Spettigue, un burbero e spocchioso avvocato.

Carlo riceve una lettera che lo informa che sua zia, donna Lucia de Alvadorez – una ricca vedova proveniente dal Brasile (“il paese da dove vengono le noccioline”) e che egli non ha mai incontrato – si sta recando da lui per conoscerlo.

I ragazzi approfittano di questa opportunità e inviano un biglietto a Amy e a Kitty, invitandole a pranzo per conoscere la zia di Carlo. Giacomo organizza il pranzo, al quale invita anche suo padre, sir Francis, ufficiale in pensione e vedovo, allo scopo di combinare un eventuale matrimonio tra questi e donna Lucia.

Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando non giunge un telegramma, con il quale la zia di Carlo informa che, per un contrattempo, non potrà arrivare prima di un paio di giorni. Presi dal panico, i ragazzi propongono al loro amico lord Federico Babberly (“Babbs”) di travestirsi da donna e sostenere la parte della zia di Carlo. Federico accetta con molta riluttanza, al solo scopo di aiutare i suoi amici: anche egli, confida, è innamorato di una misteriosa fanciulla, la signorina Delahay, conosciuta durante una crociera e subito persa di vista.

Giungono le ragazze e vengono presentate alla “zia” la quale, ben lungi dall’accettare la corte di sir Francis, flirta con loro mentre i loro spasimanti si trattengono a stento dal prenderlo a pugni. Mentre stanno per mettersi a tavola, irrompe Spettigue, infuriato perché Amy e Kitty sono uscite senza il suo permesso; peraltro, dopo che gli è stata presentata “donna Lucia”, si rabbonisce e comincia a corteggiarla furiosamente, in competizione con sir Francis, nella prospettiva di un matrimonio milionario.

Nel pomeriggio, nel giardino del collegio, arriva la vera donna Lucia insieme a una fanciulla che ella ha adottato dopo che era rimasta orfana e alla quale ha assicurato l’indipendenza economica: è Ela Delahay, la donna amata, ricambiato, da Federico.

Donna Lucia incontra sir Francis, nel quale riconosce il giovane tenente che, vent’anni prima, l’aveva corteggiata per poi partire improvvisamente per l’India. Saputo da questi dell’arrivo della zia di Carlo, incuriosita dall’imbroglio, non rivela la sua identità, presentandosi come signora Beverley-Smythe.

Amy e Kitty chiedono a “donna Lucia” di ottenere per loro il consenso scritto del signor Spettigue al matrimonio con Carlo e Giacomo; Spettigue lo accorda, dopo aver a sua volta ottenuto dalla “zia” la promessa di sposarlo. Ma Carlo non se la sente di continuare con l’inganno e rivela tutta la verità a Spettigue che, infuriato, pretende di riavere lo scritto contenente il consenso al matrimonio: ma la vera donna Lucia si rivela e rivendica il suo buon diritto sul documento, indirizzato, appunto, a donna Lucia de Alvadorez.

Spettigue esce scornato e Federico, ripresi i suoi panni maschili, può finalmente riabbracciare la sua Ela. Anche donna Lucia e sir Francis, dopo vent’anni, riscoprono il loro vecchio sentimento e decidono di sposarsi.