Ditegli Sempre di Si

Ditegli sempre di sì fu scritta da Eduardo De Filippo nel 1927 e rappresentata per la prima volta nel 1932.

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Il protagonista, Michele, torna a casa dopo un anno trascorso in manicomio, accolto affettuosamente dalla sorella Teresa che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. Michele sembra guarito ma, in realtà, è incapace di distinguere la realtà dall’immaginazione e prende, perciò, alla lettera tutto ciò che gli viene detto.

Gli equivoci indotti da Michele, peraltro in perfetta buona fede, sono molteplici: organizza il matrimonio dell’inconsapevole Teresa con il loro vicino e padrone di casa, don Giovanni Altamura; convince un’amica di famiglia che il suo fidanzato ha vinto una grossa somma al lotto, mentre il giovane, in realtà, attraversa una grave situazione economica; comunica all’amico Attilio Gallucci la morte del fratello Vincenzo che, invece, gode di ottima salute e festeggia beatamente il suo compleanno nella sua villa a Torre del Greco proprio con Michele.

È proprio dopo il pranzo di compleanno che la pazzia di Michele rischia di provocare una tragedia: convintosi, infatti, che un altro ospite di Vincenzo sia pazzo (il giovane Luigi, improbabile e stravagante poeta, nonché corteggiatore di Evelina, figlia di don Giovanni), sta per tagliargli la testa, nella convinzione di guarirlo. Viene, fortunatamente, fermato in extremis dalla sorella, intanto sopravvenuta, e riportato in manicomio.